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Il provvedimento pubblicato con il n. 76/2020. Speciale con il testo le novità in sintesi e tutti gli approfondimenti

 Maxideroghe e correzioni al codice degli appalti in vigore da oggi. Il decreto Semplificazioni sbarca finalmente in Gazzetta Ufficiale (Gazzetta n. 178 del 16 luglio) con il numero 76/2020.

Il provvedimento da 65 articoli pensato per dare una scossa gli investimenti accelerando le procedure per l'assegnazione delle commesse pubbliche diventa subito operativo e nel frattempo passa all'esame del Parlamento per la conversione in legge. Come accaduto anche in passato con i decreti legge sbarcati in Gazzetta a tarda notte anche in questo caso bisogna fare molta attenzione all'entrata in vigore del provvedimento.

L'articolo 65 del Dl chiarisce che il decreto diventa operativo il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dunque già da oggi. Questo rischia di mettere in fuori gioco molti bandi per appalti che saranno pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale italiana o europea o che sono stati spediti nei giorni scorsi e attendono solo il via libera finale alla pubblicazione. Per questi bandi è obbligatorio adeguarsi alle novità del decreto. Laddove ci fossero degli scostamenti saranno necessarie delle correzioni in corsa o il ritiro e la ripubblicazione della gara. È anche immaginabile che molte delle Pa che avevano già in pipeline la pubblicaizone di un bando ora possano decidere di ritardare la pubblicazione per sfruttare le semplificazioni e le deroghe messe in campo dal nuovo decreto.

 Tra le misure che entrano subito in vigore e permetteranno di allentare una lunga serie di  paletti - a salvaguardia dei principi di concorrenza e trasparenza - ci sono i nuovi limiti di importo per gli affidamenti diretti sotto i 150mila euro, la possibilità di affidare con procedure negoziate a inviti (ma anche senza bando) fino alla soglia comunitaria di 5,35 milioni di euro e soprattutto la maxi-deroga che consente di assegnare anche gli appalti soprasoglia legati all'emergenza sanitaria, ai contratti di programma di Anas e Rfi e relativi a ben 12 settori di intervento dalle scuole alle strade fino alle carceri, senza rispettare nessun'altra regola che l a legge penale, il codice antimafia (pure questo semplificato) e i principi derivanti dall'appartenenze alla Ue.

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